Creativi Sicuri: Riccardo Tronca

Ciao Riccardo, e innanzitutto grazie per accettare il nostro invito!

Oggi abbiamo il piacere di averti con noi sul Blog di Safe Creative per la serie “Creativi Sicuri”, ti va di iniziare “raccontandoti” un po’?

Mi chiamo Riccardo, o più semplicemente RIC, canto da sempre e scrivo musica da quando avevo 7 anni. La mia professione di psicologo mi lascia oggi ben poco tempo libero, ma non potrei mai e poi mai rinunciare a suonare ed esprimermi attraverso la musica. Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di poter comporre ed incidere circa una sessantina di brani, alcuni più professionali, altri più amatoriali, ma che mi hanno comunque insegnato tanto.

Da quanto tempo scrivi canzoni e soprattutto, perché?

Figlio di papà pianista e di mamma col vizio di canticchiare a tutte le ore, canto praticamente da quando sono nato, e da sempre ho percepito il mondo attraverso le orecchie prima che gli occhi. Ho sempre usato la musica per descrivere ed esprimere il mio sentire, le emozioni belle ma anche i disagi ed il dolore. A 7 anni avevo in testa le mie prime canzoni, ma è attorno ai 12 che ho iniziato a comporre seduto al pianoforte su un quadernetto rosso, o con la chitarra, usando quei 4-5 accordi che conoscevo.

Ad un punto della tua carriera hai sentito la necessità di proteggere la tua creatività: Come e quando hai conosciuto Safe Creative?

A 15 anni circa partecipai con la mia classe del liceo al progetto Ciak Junior organizzato da Mediaset. Come colonna sonora del cortometraggio decidemmo di usare due brani che avevo scritto. Sarebbero stati trasmessi su una TV nazionale, quale privilegio! All’epoca c’era in Italia un solo ente che proteggeva il diritto d’autore e decidemmo di depositare lì i due brani a nome di mio padre, che vi era iscritto. Ho conosciuto Safe Creative molti anni dopo, nell’era digitale, quando da studente universitario, pur essendo prossimo alla laurea, mi ritagliavo il tempo per comporre, incidere e pubblicare canzoni da solista o con la mia storica band padovana, i MOYO. Poter proteggere la paternità dell’arte, senza pagare costi alti che solo un professionista del settore si poteva permettere, è stato il fattore determinante inizialmente per usare Safe Creative, piattaforma della quale poi mi sono innamorato e che oggigiorno utilizzo anche per tutelare grafiche, immagini, video, testi e contenuti per la mia professione di psicologo.

Cosa ti ispira, cosa ti aiuta a migliorare giorno dopo giorno?

Nell’espressione artistica sono guidato da ciò che mi capita, dalle esperienze della vita. Mi è sempre piaciuto fare le cose “in grande” e ho imparato che il raggiungimento della qualità è un processo senza fine che passa attraverso la formazione continua e l’apprendere dagli errori. Conosco persone che passano anni a migliorare le proprie creazioni senza mai pubblicarle, così non imparano e non crescono. Occorre concedersi l’imperfezione altrimenti si diventa superbi ed autoreferenziali.

Fra tutte le tue opere e i tuoi lavori, se dovessi farlo, quale sceglieresti?

Ci sono due lavori in particolare ai quali sono molto affezionato
Il primo è un album realizzato di recente con la mia band, i MOYO, dal titolo “Il Vestito Migliore”. Si tratta di un vero e proprio album “vecchio stile” dove le canzoni sono collegate tra loro nel sound, nei significati, negli arrangiamenti, nelle tematiche, in controtendenza rispetto alla cultura moderna del mercato del “singolo”. Dietro c’è un grande lavoro artistico, più che commerciale. (https://open.spotify.com/album/2xLFV3UXbNG5TZnZn8JHso?si=6cxgx2FmTd-cWO5cl4U4Ew). La mia traccia preferita è “Il suono del silenzio”
Il secondo lavoro è un mini album solista che ho realizzato nel 2017, dal titolo “A Couple of Cherries”, figlio di esperienze personali o di cari amici in ambito relazionale, un disco in inglese che parla essenzialmente di come ci si sente (https://open.spotify.com/album/6n4GYLJBxVF9t0tqv67dB7?si=O2O1wacNQ8azXFmkMfgUHA). All’interno ci sono canzoni che avevo scritto a 15 anni ed altre composte a 33, come la traccia di chiusura, “Cherries”, una dei miei preferiti.

Su quale piattaforma normalmente condividi i tuoi lavori?

Normalmente pubblico i brani su tutti gli store digitali e sulle piattaforme di streaming, tra cui Spotify, Apple Music, Youtube Music etc…Utilizzo anche Soundcloud per mettere qualche appunto e qualche cover (https://soundcloud.com/riccardo-tronca) e ho un canale Youtube dove rimane qualche traccia di alcuni lavori passati, principalmente cover. (https://www.youtube.com/user/riccardotronca)

Qual è la funzionalità di Safe Creative che ti piace di più?

Ritengo estremamente utile e semplice la procedura per condividere la paternità di un’opera scritta a più mani, mi piace il fatto che si possono suddividere le percentuali e riconoscere a ciascuno l’importanza del proprio lavoro. Adoro anche la possibilità di registrare opere di ogni tipo, a 360°, per scopi personali o professionali.

Da poco abbiamo inaugurato Safe Creators, una piattaforma per creativi che permette di pubblicare il proprio portfolio, che te ne sembra?

Il mio lavoro non mi lascia molto tempo alla divulgazione delle composizioni, che al giorno d’oggi richiede parecchio tempo e dedizione. È una buona idea, che però nel mio caso difficilmente avrò il tempo di sfruttare.

Cosa cambieresti, miglioreresti di Safe Creative?

Sono molto soddisfatto della piattaforma e delle grandi possibilità che offre, si adatta perfettamente alle mie necessità. Sarebbe interessante una App per smartphone dove poter caricare direttamente appunti presi al volo sul telefono.

Dal punto di vista umano e professionale, come stai vivendo questa situazione d’emergenza globale? Cosa senti di dire agli altri musicisti italiani che ti leggeranno?

L’emergenza globale ormai non è più un’emergenza, nel senso che pur essendo la situazione ancora più grave probabilmente di quando è iniziata, ad oggi dopo più di un anno non si può più parlare di emergenza, ma di una vera e propria nuova realtà da gestire. L’arte è stata duramente colpita, massacrata e schiacciata. In questo nuovo tempo di difficoltà mondiale proprio l’arte e l’espressione di sé dovrebbero aiutare a mantenere un equilibrio psicologico sano. Agli amici italiani che ci seguono dico due cose: da musicista vi dico di non arrendervi, di esprimervi, di non rinunciare alla vostra preziosa creatività, dono per voi stessi e per il mondo; da psicologo, conoscendo in prima persona la grande sensibilità degli artisti, vi suggerisco di farvi aiutare e sostenere dai vostri affetti, e se siete “a terra” chiedete aiuto con fiducia alla comunità degli psicologi, che con tanta dedizione sta facendo del proprio meglio per sostenere le persone durante questo cambio epocale.

Grazie Riccardo, a nome di tutto il team di Safe Creative, ti ringrazio davvero tantissimo per la tua disponibilità.

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